Il dìttamo

16 Feb
 
Stamattina la zia Bettina s’è molto inquietata con me per uno scherzo innocente che, in fin dei conti, era stato ideato per farle piacere. Ho già detto che la zia è molto affezionata a una pianta di dìttamo che tiene sulla finestra di camera sua, a pianterreno, e che annaffia tutte le mattine appena si alza. Basta dire che ci discorre perfino insieme e gli dice: – Eccomi bello mio, ora ti do da bere! Bravo, mio caro, come sei cresciuto! – E’ una sua mania, e si sa che tutti i vecchi ne hanno qualcuna.
Essendomi dunque alzato prima di lei, stamattina, sono uscito di casa, e guardando la pianta di dìttamo m’è venuta l’idea di farla crescere artificialmente per far piacere a zia Bettina che ci ha tanta passione.
Lesto lesto, ho preso il vaso e l’ho vuotato. Poi al fusto della pianta di dìttamo ho aggiunto, legandovelo bene bene con un pezzetto di spago, un bastoncino dritto, sottile ma resistente, che ho ficcato nel vaso vuoto, facendolo passare attraverso quel foro che è nel fondo di tutti i vasi da fiori, per farci scolar l’acqua quando si annaffiano.
Fatto questo, ho riempito il vaso con la terra che avevo levata, in modo che la pianta non pareva che fosse stata toccata; e ho rimesso il vaso al suo posto, sul terrazzino della finestra, il cui fondo è di tante asticelle di legno, facendo passare fra l’una e l’altra di esse il bastoncino che veniva giù dal foro del vaso e che io tenevo in mano, aspettando il momento di agire.
Dopo neanche 5 minuti, eccoti la zia Bettina che apre la finestra di camera, e comincia la sua scena patetica col dìttamo:
– Oh, mio caro, come stai? Oh, poveretto, guarda un pò: hai una fogliolina rotta… sarà stato qualche gattaccio… qualche bestiaccia…
 
 
Io me ne stavo lì sotto, fermo, e non ne potevo più dal ridere…
– Aspetta, aspetta! – seguitò a dire la zia Bettina. – Ora piglio le forbicine e ti levo la fogliolina troncata, sennò secca… e ti fa male alla salute, sai… carino!…
Ed è andata a prendere le forbicine. Io allora ho spinto un pò più su il bastoncino.
 
 
– Eccomi, bello mio! – ha detto la zia Bettina tornando alla finestra. – Eccomi, caro… –
Ma ha cambiato a un tratto il tono della voce ed ha esclamato: – Non sai che t’ho da dire? che tu mi sembri cresciuto!…
Io scoppiavo dal ridere, ma mi trattenevo, mentre la zia seguitava a nettare il dìttamo con le forbicine e a dire: – Ma si che sei cresciuto, e sai cos’è che ti fa crescere? E’ l’acqua fresca e limpida che ti do tutte le mattine… Ora, ora… bello mio te ne dò dell’altra, così crescerai di più…
Ed è andata a pigliar l’acqua. Intanto io ho spinto il bastoncino, e questa volta lìho spinto parecchio, in modo che la pianticella doveva parere un alberello addirittura. A questo punto ho sentito un urlo e un tonfo.
 
 
– Uh, il mio dìttamo!…
E la zia, per lo spavento di veder crescere la sua cara pianta a quel modo, proprio a vista d’occhio, s’era lasciata cascar di mano la brocca dell’acqua che era andata in mille bricioli. Poi sentii che borbottava queste parole: – Ma questo è un miracolo! Ferdinando, mio adorato, che forse il tuo spirito è in questa cara pianta che mi regalasti o desti per la mia festa?
Io non capivo precisamente quel che voleva dire, ma sentivo che la sua voce tremava e, per farle più paura che mai, ho spinto più in su che potevo il bastoncino. Ma mentre la zia vedendo che il dittamo continuava a crescere, continuava a urlare: ah! oh! oh! uh!, il bastoncino ha trovato un intoppo nella terra del vaso, e siccome io spingevo con forza per vincere il contrasto, è successo che il vaso si è rovesciato fuor dalla finestra, ed è caduto rompendosi ai miei piedi.
Allora ho alzato gli occhi e ho visto la zia affacciata, con un viso che faceva paura.
– Ah, sei tu! – ha detto con voce stridula. Ed è starita dalla finestra er riapparire subito sulla porta, armata di bastone.
 
 
 Io, naturamente, me la sono data a gambe per il podere, e poi son salito sopra un fico dove ho fatto una grande spanciata di fichi verdini, che credevo di scoppiare.
 
(da "Il Giornalino di Gian Burrasca" di Vamba)     
   
Annunci

11 Risposte to “Il dìttamo”

  1. kιsskιss 16 febbraio 2009 a 15:24 #

    ahahhahah Anto sai che credevo che fossi stata davvero tu????La nuova versione di Gian Burrasca, xkè no? Magari sei pure peggio :PUn bacione cara

  2. Gaetano 16 febbraio 2009 a 15:31 #

    Anch’io onestametne all’inizio pensavo stessi raccotando una tua burla.. ho comiciato a incuriosirmi quando il soggetto parlava al maschile :P.. poi mi sono ricordato che l’avevo anche letta sta storia!!Molto revival ultimamente .. cos’è operazione nostalgia?? stai preparando un programma tv alla Paolo Limiti??Ahh bei tempi.. grazie per il sorriso che riesci a strapparmi ogni volta che ti leggoBACI

  3. Sabrina 16 febbraio 2009 a 16:27 #

    E’ troppo divertente in buon vecchio Gian Burrasca!Mi è capiato esattamente come a Gaetano, credevo raccontassi una cosa tua, poi ho notato che parlavi al maschile e alla fine ho ricordato di aver letto il racconto già tempo fà!Brava, hai avuto un ottima idea a rispolverarlo!Kissottoli, Sabry

  4. Anto 16 febbraio 2009 a 18:49 #

    @ Kisskiss: ihihihih… ecco queste sono le cose che leggevo da piccolina, e che vuoi che uscisse??? una discola!!! 🙂 sono molto peggio di gian burrasca!!! non mi fermo certo ad una piantina… ihihihih… 🙂 @ Gaetano: in realtà, all’inizio, non ho scritto nulla di quello che riguardava questo post per non far capire subito da dove prendevo questo stralcio, e immaginavo che si potesse sembrare una mia storia… poi con le foto e parlando al maschile, ovviamente era facile capire che non si trattava di me… mi piace ogni tanto andare a riaprire i vecchi libri, in questo periodo di trasloco sono anche costretta a doverlo fare 🙂 quindi mi è ricapitato gian burrasca tra le mani e ho preso uno stralcio… :)@ Sabrina: ciao carissima… sono contenta che hai apprezzato questo stralcio, anche a me è piaciuto molto questo libro, tanto e tanto tempo fà…. 🙂 kissssss… ciaoooooo

  5. Armonia 16 febbraio 2009 a 18:53 #

    Carinissima.Appena ho letto il titolo mi era venuto in mente GianBurrasca…Grazie carissima di questa "chicca" dimenticata…Buon Tuttoin Armonia

  6. ♪RAMROCK♫ 16 febbraio 2009 a 20:00 #

    ahahah, troppo bello sto scherzo!!! Ciao

  7. ile 17 febbraio 2009 a 08:48 #

    ihihihi

  8. Lo_PsIcAnAlIsTa_PsIcOpAtIcO 18 febbraio 2009 a 11:43 #

    Oh Madonnaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Anch’io ce l’avevo quel libro, da piccolo!!!!

  9. Roberto 18 febbraio 2009 a 11:47 #

    Anche io come Gaetano pensavo stessi raccontando una tua avventura. Poi, quando cominci a parlare al maschile ho immaginato che c’era Gian Burrasca di mezzo…….se non sbaglio lo lessi alle medie, ma non ricordavo la scenetta.

  10. Stepho 18 febbraio 2009 a 13:08 #

    Mi fai morir dal ridere!!! AhAhAh! Ma come ti escono ‘ste cose?!? AHAHAHAHAHAHAH

  11. silvia 23 febbraio 2009 a 22:26 #

    non l’ho mai letto il giornalino di gian burrasca, ma mi sa che lo leggerò ora che hai postato questa storiella. mi sembra di leggere le avventure pazze del mio piccolo e pestifero fratello. che tenero!!! ora si è calmato, ma da piccolo ne faceva anche di peggio …HEHE… grazie di questo intervento. bacio. ciaooooo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: