Questione di Fedeltà

28 Apr

Eccomi di ritorno dopo tanto tempo nel mio blog…

Ho una voglia matta di scrivere, già da un bel pò di tempo ma è proprio il tempo che mi manca!!! Da quando è nato il mio piccolo Alessandro le ore dedicate a me stessa sono davvero poche… figuriamoci quelle che posso dedicare ad internet e al mio diario telematico…

 Ultimamente il mio blog si è trasformato nella descrizione di ciò che mi accade nella vita reale perchè è la vita reale che mi sta travolgendo. E quando lo cominciai a scrivere era proprio questo che non avevo: tradita da amici e amori, pensavo seriamente intenzionata a non restare indifferente al mondo, pensando solo e soltanto a me stessa, sognando che un giorno mi sarei potuta fidare di nuovo di qualcuno appartenente a questo mondo.

Forse ancora oggi mi pongo queste domande in certi momenti… ma le cose sono molto cambiate. Forse è proprio vero che quando tocchi il fondo, dopo, non si può far altro che risalire. E si risale forse tanto quanto si era sprofondati, ma nella nostra testa continua a risultarci ancora così strano. Ora ho una mia famiglia, un bimbo bellissimo, un compagno eccezionale… ma certe volte quando sto per addormentarmi mi sembra ancora tutto impossibile… io moglie???? io Madre???

Secondo me è una questione di fedeltà. Era tanto tempo che non piangevo davanti ad un film, finchè l’altra sera non ho visto “Hachiko”, con Richard Gere. L’avete visto? Sapete la trama? In breve:

Hachi è un cucciolo di razza Akita perduto sulla banchina di una stazione da un facchino sbadato. Approdato in America dal lontano Tibet, Hachi è raccolto dall’abbraccio amorevole di Parker Wilson (Gere), insegnante di musica ispirato, marito e padre esemplare. Vincendo le resistenze della moglie, Parker lo accoglie nella sua casa e nella sua vita, scandita dai treni, quello delle otto e quello delle cinque. Hachi, deciso a non perdersi un respiro del suo padrone, lo accompagna ogni mattina al binario e lo attende ogni sera nel piazzale della stazione. Tra una partita degli Yankees e una pallina da baseball mai recuperata, Parker e Hachi condividono il divano, la vasca da bagno e le stagioni. La morte improvvisa del suo padrone Parker interromperà quel quotidiano (stra)ordinario ma non piegherà la fedeltà di Hachi verso l’impegno preso. Aspettare fedelmente il ritorno e le carezze di Parker. Lo aspetterà per 10 anni, finchè non morirà anche lui nel posto dove si era perduto.

Forse sarà che nei rapporti con il mondo, mi sono sempre “stupidamente” comportata un pò come Hachi, ma che poi ad un certo punto mi ero stancata di aspettare.

Forse che ora non c’è più bisogno di aspettare…. e tutto mi sembra così straordinariamente, fantasticamente strano…

E intanto il mio Alessandro dondola nella sua giostina.. speriamo si addormenti 🙂

 

“….e in un’altro ti svegli, e devi cominciare da zero”.

22 Ott

Ebbene si: adesso si diventa davvero grandi. Fine del cazzeggio, fine dei giochi.

Quando devi dar conto agli altri di quello che fai, quando la tua prima preoccupazione non è te stesso ma qualcun’altro, quando pensi di sapere tutto e di conoscere, e invece non conosci proprio niente…

 

Maschio o femmina?

8 Set

Questa è la domanda che tutti mi fanno da qualche settimana a questa parte… tu cosa preferiresti che fosse: maschio o femmina.. ???

Ma io proprio non lo soooo!!! Per ora mi sto principalmente preoccupando per la salute fisica, che poi sia maschio o femmina per ora ancora non ne percepisco la piena differenza… è comunque una personcina che da oggi in poi mi seguirà passo passo, inizierà a giudicarmi “perchè questo”? perchè quello”? hai sbagliato, hai fatto giusto… insomma una persona in più a cui non solo dovrò indicare la via, ma che un domani giudicherà anche tutto quello che faccio o che farò!!!!

che ansia… ihihi 🙂

Ps: cmq se è femmina, non sarà per niente facile… nel mondo d’oggi cresce una bimba è difficilissimo…

Assicuratevi di stare seduti

6 Ago

Certo che essere chiamata mamma per una donna è un’esperienza unica….sopratutto per una persona che come me, non ci pensava, credeva che mai potesse capitargli, e che oramai, dopo anni solitudine ci aveva anche perso le speranze, continuando a fare la vita da studentessa lavoratrice come se quest’evento fosse così lontano e impossibile…

Eppure le cose accadono. E’ proprio vero quando si dice che il destino è una cosa incredibile. Ebbene si, presto sarò mamma. Ora ne parlo con molta tranqullità, ma tre settimane quando l’ho scoperto, stavo “sotto un treno”…

Sono sicura che chi legge il mio blog e mi conosce da tempo, in questo momento, dopo questa notizia, sarà rimasto a bocca aperta. Ma sicuramente siete seduti… quindi posso stare tranquilla. 

Il 10 agosto entro già nel secondo mese. Da quando ho capito di essere incinta, fino ad oggi, tutto mi è sembrato così vago, così strano, così assurdo… qualcosa che non stava capitando a me.. Ma oggi sono andata a fare le prime “foto” del mio cicciottino/ina… e ho sentito il battito del suo cuore. Non riuscivo a non ridere!!! Sul lettino durante l’ecografia ero rimasta senza fiato!!! E’ già lungo 14 mm. Eppure non si vede niente… (non so se questa è una fortuna o una sfortuna: alla fine questi sono gli unici periodi nella vita di una donna nel quale qualcuno ti cede volentieri il posto sul bus, o ti fa passare avanti quando c’è una fila incredibile alla posta… eppure a me non si vede nulla, quindi oggi mi sono fatta 1 ora e 40 in piedi per pagare un F23, ma prima o poi crescerà questa pancia???).

Che effetto strano… ora sono quì nel mio nuovo lettone che tra poco tempo condividerò con il meraviglioso papà del mio bambino (che fortuna che ho avuto a trovare lui, ma anche lui ha avuto fortuna a trovare me… come sono modesta ;)), a pensare che dentro di me c’è praticamente un borlotto, che tra un pò metterà su testa, gambe e braccia e che tra meno di 9 mesi uscirà e mi chiamerà mamma…

Ma vi rendete conto??????

 

 http://www.youtube.com/watch?v=bSGU5U3dJcY

tutto questo accade in me… ????incrredibile!!!!

A.A.A. cercasi tanguero!!!

26 Mar

Visto che ormai tutti usano i mezzi di comunicazione per mettere annunci, per farsi conoscere, per vendere case o trovare marito (ma non è assolutamente il mio caso)adesso ci provo pure io….

CERCASI UOMO, AMANTE DEL BALLO, IN PARTICOLAR MODO TANGO, MAX 45ENNE E ALTO MIN. 1.75, CHE VOGLIA ESSERE IL MIO BALLERINO…. E SOTTOLINEO BALLERINO, NON FATEVI VENIRE STRANE IDEE.

(mi sono stufata di essere sempre quella che, seppur brava, siccome non ha l’uomo deve ballare con il maestro e oltre a sentirmi a disagio perchè sono l’unica senza coppia, le altre donne vorrebbero anche stare al mio posto perchè io ballo con il maestro… ma vi rendete contoooo????… l’altro giorno stavo per rispondere “ok, balla tu con il maestro, e io ballo con tuo marito, ti va bene così???” ovviamente no… 😛 )

PS: CHI è INTERESSATO MI SCRIVA UN COMMENTO, IO RISPONDO 🙂 CIAOOOO ihihihi 🙂

Amore = Conoscenza

10 Feb

“Per Alice, un amore diventava tanto più sincero quanto più una persona sembrava aver appreso di un’altra, quanto più evidente era il fatto che l’amore era qualcosa di legato alla conoscenza di cose specifiche. E queste non erano necessariamente i fatti principali dell’esistenza (eta, lavoro, nazionalità, ecc.), ma le piccole cose che distinguevano una persona dall’altra – sapere quale marmellata l’altro preferisse, ricordare gli aneddoti della sua infanzia, i suoi fiori preferiti, o il tipo di dentifricio.

Aveva fiducia in quelli che avevano fatto lo sforzo di sapere delle cose di lei e che quindi, le avevano conferito un senso di identità. Le loro conversazioni erano piene di frasi come: << Ricordo quando la settimana scorsa ti stavo parlando di…>> invece che di un esitante <<E’ a te che ho raccontato questa storia o al mio vicino di pianerottolo?>>. Ricordavano i dettagli della sua vita (<<Hai detto di essere stata a Strasburgo da bambina, con tua madre..>> o anche un normale <<Vuoi due cucchiai di zuccehro nel tè, vero?>>) e dunque facevano intravedere la dimensione che lei aveva assunto nelle loro coscienze.

Se un uomo ricordava il modo in cui lei pronunciava una certa parola o come usava la forchetta, i suoi gusti in fatto di libri o nella scelta di ristoranti, ciò sembrava indicare, meglio di come avrebbero fatto delle rose costose o delle lunghe dichiarazioni, che era qualcuno su cui lei poteva contare, qualcuno che si sarebbe preso cura di lei. Non era certo per modestia che preferiva un uomo che le dicesse: <<Questi orecchini ti stanno daavvero bene. Li avevi anche martedì scorso, no?>> piuttosto che: <<Sai, sei la donna più bella che abbia mai conosciuto>>. Ed è per questo che quando capitò che Eric le dicesse: << E’ bello guardare come sbucci l’arancia>>, lei sorrise e si sentì stranamente riscaldata da quella frase. Nella gerarchia delle cose relativa all’ <<io>>, notare il suo modo di sbucciare un arancia era molto più intimo, molto più vicino a ciò che lei era, che non un complimento forse spettacolare ma meno dettagliato…”

dal libro “IL PIACERE DI SOFFRIRE” di Alain de Bottom

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Questo è l’amore che voglio, e finchè non avrò questo, preferisco starmene da sola.

E adesso FUTURO…

1 Gen

Visto che in questi ultimi mesi ho tremendamente trascurato il mio blog, e tutti voi,oggi ho deciso di riservarmi un’oretta per scrivere due parole.

Innazitutto volevo chiedervi come avete passato il capodanno, se vi siete divertiti e sopratutto come avete passato questa prima giornata dell’anno. Io ammetto di sentirmi uno straccetto: per prima cosa, ho ripreso coscienza vera solo mezz’ora fa, e ho una pancia che mi duole per quanto è piena da giorni di magnate a sbafo!!!!!

L’altro giorno mi è capitato di sentire alla radio di un giovane uomo, 34 o 35 anni, suicida perchè aveva perso il lavoro e aveva buffi come rate della macchina, e per un televisore nuovo.  E  non è stata la prima notizia di questo genere…

Non vorrei essere scontata o ripetitiva, d’altronde anche il presidente della repubblica, nel suo discorso di fine anno ne ha parlato… ma il vero pesante problema da risolvere è il futuro.

FUTURO. Chissà se Babbo Natale per quest’anno ha distribuito tra tutti i doni anche un pò di futuro per noi.

Per noi… noi giovani, per chi vive nel disagio, per chi è precario, chi è povero, per chi non ha lavoro o lo ha perso, penso a tutte quelle persone che sono obbligate a pensare esclusivamente all’oggi, come un fai-da-te esistenziale dominato dal “pensa agli affari tuoi ora e lascia stare il resto”.

Ci manca tanto il futuro…. non si hanno più sogni, non si hanno più ambizioni o orizzonti, ci si continua solo a trascinare tra poche certezze che ci restano. Siamo come nell’attesa di qualcosa che possa guarirci, ma senza crederci davvero.

Spero davvero che le cose cambino presto.

Sapete, di professori all’università ce ne sono molti, ma io ho avuto la fortuna di poter segure le ultime lezioni in materia di Economia Aziendale, di un professore, che andrà in pensione proprio quest’anno. Una persona speciale, uno Uomo con la U maiuscola, un professore di uno stampo che oramai non esiste più. Si chiama Leone Barbieri. Tra 17 giorni avrò il mio primo esame alla laurea magistrale proprio con lui.

E mi frullano spesso nella testa le ultime parole della sua ultima lezione, che ci ha pronunciato nella commozione sua e di tutti noi. Innanzitutto ha fatto riferimento ad un detto dei nativi d’America, dei Sioux, che forse conoscete:

“Noi non abbiamo avuto la terra in eredità dai nostri padri, ma l’abbiamo avuta in prestito dai nostri figli”.

Ma infine, il suo ultimo insegnamento per noi è stato:

” se non potete essere un pino sulla vetta del monte, siate almeno un fiore nella valle, ma siate sempre il meglio di qualunque cosa siate, impegnatevi per essere il meglio”.

E speriamo, caro proff, che questa società ce ne dia la possibilità di essere almeno il meglio di noi stessi.

Ho voluto condividere queste parole con voi. spero di non avervi annoiato… torno al mio studio. Un abbraccio.