Eccomi di ritorno dopo tanto tempo nel mio blog…
Ho una voglia matta di scrivere, già da un bel pò di tempo ma è proprio il tempo che mi manca!!! Da quando è nato il mio piccolo Alessandro le ore dedicate a me stessa sono davvero poche… figuriamoci quelle che posso dedicare ad internet e al mio diario telematico…
Ultimamente il mio blog si è trasformato nella descrizione di ciò che mi accade nella vita reale perchè è la vita reale che mi sta travolgendo. E quando lo cominciai a scrivere era proprio questo che non avevo: tradita da amici e amori, pensavo seriamente intenzionata a non restare indifferente al mondo, pensando solo e soltanto a me stessa, sognando che un giorno mi sarei potuta fidare di nuovo di qualcuno appartenente a questo mondo.
Forse ancora oggi mi pongo queste domande in certi momenti… ma le cose sono molto cambiate. Forse è proprio vero che quando tocchi il fondo, dopo, non si può far altro che risalire. E si risale forse tanto quanto si era sprofondati, ma nella nostra testa continua a risultarci ancora così strano. Ora ho una mia famiglia, un bimbo bellissimo, un compagno eccezionale… ma certe volte quando sto per addormentarmi mi sembra ancora tutto impossibile… io moglie???? io Madre???
Secondo me è una questione di fedeltà. Era tanto tempo che non piangevo davanti ad un film, finchè l’altra sera non ho visto “Hachiko”, con Richard Gere. L’avete visto? Sapete la trama? In breve:
Hachi è un cucciolo di razza Akita perduto sulla banchina di una stazione da un facchino sbadato. Approdato in America dal lontano Tibet, Hachi è raccolto dall’abbraccio amorevole di Parker Wilson (Gere), insegnante di musica ispirato, marito e padre esemplare. Vincendo le resistenze della moglie, Parker lo accoglie nella sua casa e nella sua vita, scandita dai treni, quello delle otto e quello delle cinque. Hachi, deciso a non perdersi un respiro del suo padrone, lo accompagna ogni mattina al binario e lo attende ogni sera nel piazzale della stazione. Tra una partita degli Yankees e una pallina da baseball mai recuperata, Parker e Hachi condividono il divano, la vasca da bagno e le stagioni. La morte improvvisa del suo padrone Parker interromperà quel quotidiano (stra)ordinario ma non piegherà la fedeltà di Hachi verso l’impegno preso. Aspettare fedelmente il ritorno e le carezze di Parker. Lo aspetterà per 10 anni, finchè non morirà anche lui nel posto dove si era perduto.
Forse sarà che nei rapporti con il mondo, mi sono sempre “stupidamente” comportata un pò come Hachi, ma che poi ad un certo punto mi ero stancata di aspettare.
Forse che ora non c’è più bisogno di aspettare…. e tutto mi sembra così straordinariamente, fantasticamente strano…
E intanto il mio Alessandro dondola nella sua giostina.. speriamo si addormenti





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